Referendum..e le motivazioni dei si?
E' giusto che le inserisca anche se sono contrario
Domenica 25 e lunedì 26 giugno si terrà il referendum confermativo sulla riforma della seconda parte della Costituzione varata dal governo Berlusconi.
ATTENTO! Per questo tipo di referendum NON C'E' IL QUORUM, il referendum vale anche se va a votare una persona sola.
Dunque per confermare le importanti e utili novità contenute nella riforma costituzionale (riduzione del numero dei parlamentari, meno sprechi e istituzioni più efficienti, più potere di scelta ai cittadini, premierato "forte" e norme antiribaltone, chiarezza dei compiti dello Stato e di quelli delle Regioni, devoluzione alle Regioni dell'organizzazione su sanità, scuola e polizia locale, istituzione del Senato federale, introduzione del concetto d'interesse nazionale…) bisogna andare a votare e votare sì.
ecco qui le riforme spiegate per bene secondo il comitato del si (per bene…)
1) Mette ordine nel caos delle competenze tra gli organi centrali e gli organi locali, creatosi con la riforma pasticciata approvata dal centrosinistra nel 2001, che ha provocato centinaia di ricorsi alla Corte Costituzionale, paralizzando in molti settori l’attività delle Regioni e dello Stato centrale.
2) Soddisfa il bisogno di libertà e di autonomia delle Regioni senza minimamente intaccare il principio dell'unità e della solidarietà nazionale.
3) Razionalizza e velocizza la procedura per fare le leggi, ponendo fine al bicameralismo perfetto, che duplicava il passaggio di ogni disegno o proposta di legge e ha sistematicamente rallentato l’azione del governo. Con la riforma viene distinto il ruolo nazionale della Camera, che dà la fiducia al governo, ed il ruolo federale del Senato. La Camera si occuperà dei problemi dello Stato e il Senato delle regioni e del territorio. Il tutto con un risparmio di tempi e di pubblico denaro.
4) Rafforza il diritto dei cittadini a scegliere un primo ministro, una programma e una coalizione di governo. E garantisce questo diritto con le norme antiribaltone Con i maggiori poteri attribuiti al primo ministro, (scioglimento delle camere, revoca dei ministri) e le norme antiribaltone, la riforma rafforza la governabilità e il bipolarismo, togliendo potere alla partitocrazia.
5) Riduce il numero dei parlamentari, come era indicato nel nostro programma del 2001.
I Paesi federali hanno uno sviluppo più elevato e duraturo, costi più bassi, maggiore efficienza e sono più vicini alle esigenze dei cittadini. Con il nostro federalismo le Regioni possono fare le leggi in una serie ben precisa di materie, per realizzare meglio gli interessi dei cittadini legati al territorio ma sempre nel rispetto dell'interesse nazionale, garanzia formale e sostanziale dell'unità del Paese. Il federalismo, presentato dall'opposizione come frutto di una volontà egoistica e prevaricatrice del Nord, è invece lo strumento per realizzare una effettiva parità tra tutte le parti del Paese nel segno della responsabilità: la gestione delle proprie risorse e l'individuazione del proprio interesse metteranno fine al rimpallo delle responsabilità tra potere centrale e poteri locali. La Commissione bicamerale presieduta da Massimo D'Alema aveva concordato su un punto essenziale: quello di dare al governo e al premier, indicato anche se non eletto direttamente dei cittadini, i poteri necessari per guidare il Paese sia nelle esigenze quotidiane sia nei grandi piani progettuali. Nel 2001 il governo Berlusconi si era impegnato ad adeguare le istituzioni del Paese alle esigenze di oggi e soprattutto a quelle di domani. Cambiare lo Stato, e quindi il modo di governare e di fare politica, è possibile solo cambiando le istituzioni in una ben precisa direzione: rendere facile il passaggio dalla volontà dei cittadini all'azione del governo. Questo è possibile solo modificando le istituzioni e avvicinandole ai cittadini, da un lato attraverso il federalismo o devoluzione, e dall'altro lato accrescendo i poteri del governo e del primo ministro che, per ragioni storiche, nella Costituzione ancora in vigore rimasero fortemente limitati

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